Tempo di vacanze… ma non per il cervello 1


Cosa sono per te le vacanze? Per il momento, le mie sono lontane. O almeno, ancora non ho programmato niente. Il mio sogno è ritagliarmi una decina di giorni in campagna vicino al mare, e di dedicarmi alle mie amate letture (non solo di ebook, ma anche dei libri cartacei che aspettano di essere divorati fino all’ultima pagina). Staccare del tutto la spina, no. Non mi piace.

Le vacanze per me sono un periodo di tempo dove poter fare tutte le cose che mi piacciono con tempi e ritmi diversi da quelli di casa in città. Tanto relax sì, ma anche pensieri in libertà, riordino delle idee e dei progetti senza il vincolo della routine quotidiana. E poi, preparare con agio delle nuove ricette (sì, fare esperimenti in cucina), fare lunghe passeggiate nel verde, lavorare a maglia (e finire finalmente quella sciarpa color arancio accantonata nel cestino in salotto).

Va da sé che per me sono vacanze anche il recarmi a Monsummano per fare le mie adorate grotte di vapore. Il breve viaggio per arrivare, il rito preparatorio e poi l’ora trascorsa in grotta (magari leggendo un libro) sono un piacevole mix che mi fa sempre sentire straordinariamente bene.

Bene. Ho scoperto che questo mio modus vacandi (vabbeh, è un’espressione che ha un altro significato, ma qui mi piace usarla nel senso “il mio modo di vivere le vacanze” 🙂  ) trova una conferma da parte degli esperti.

“Attenti a non ‘staccare completamente la spina sia dell’attivita’ cerebrale che fisica”, avverte il prof. Rosario Sorrentino, neurologo e direttore dell’Ircap (istituto di ricerca e cura per gli attacchi di panico), alla Pio XI di Roma.

L’opportunita’ delle vacanze, afferma il professor Sorrentino, “non si deve trasformare per il nostro cervello in una nuova dose di stress. E’, quindi, da evitare il contraccolpo, cioe’ lo ‘stop and go’, che determina il brusco passaggio da un’attivita’ frenetica ad un’attivita’ povera di stimoli e di sollecitazioni. Va mantenuto percio’ il piu’ possibile l’omeostasi, l’equilibrio cioe’ di quest’organo cercando con un’intelligente modalita’ di cogliere questa occasione per smaltire le scorie dello stress e abbassare quegli ormoni, il cortisolo, l’adrenalina e la noraadrenalina che alla lunga possono essere mediatori di disturbi e malattie”.

Bando all’ozio totale, insomma. Secondo il neurologo, la plasticità – “una straordinaria qualità del cervello” – è in grado di fornire se adeguatamente sollecitata la giusta flessibilità per raggiungere un adattamento progressivo nei cambiamenti di abitudine come si verifica nel periodo delle vacanze. Via libera al riposo, ma alternato ad attività soft. Al contrario, il ritorno alle consuete attività quotidiane può produrre ulteriore stress e sofferenze.

Cosa ne pensi? Qual è il tuo tipo di vacanza ideale?

Giornalista, editore, smanettona senior, counselor (diplomanda).


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