Botox, non solo antirughe. Gli effetti collaterali sul cervello


Le iniezioni di botulino, noto trattamento antirughe, potrebbero provocare la diffusione della tossina dal viso al cervello. A lanciare l’allarme e’ stato un gruppo di ricercatori italiani dell’Istituto di neuroscienze di Pisa in uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience e ripresa anche dalla rivista New Scientist.

Il Botox e’ un veleno naturale utilizzato ogni anno da milioni di persone in tutto il mondo perche’ in grado di riportare indietro gli anni di una persona, almeno sul viso. I ricercatori italiani hanno pero’ scoperto che questo trattamento potrebbe essere molto pericoloso per la salute dei pazienti. Gli scienziati hanno iniettato il Botox nei ratti e hanno rilevato tracce di questa tossina anche nel cervello. In particolare, sono state scoperte delle tracce nell’ippocampo, quella parte del cervello che controlla la memoria a lungo termine e l’orientamento spaziale.

Dopo sei mesi dalla scoperta della presenza di Botox nel cervello, i ricercatori hanno rifatto le analisi sul cervello degli stessi ratti e hanno rilevato ancora la presenza della tossina. Anche se i ratti e gli esseri umani hanno una diversa fisiologia e, quindi, le loro risposte possono variare, gli scienziati non hanno escluso che quello che e’ avvenuto nelle sperimentazioni sulle cavie potesse replicarsi anche sulle persone. Il Botox e’ stato approvato per uso commerciale nel 1989. L’anno scorso vantava piu’ di 900 milioni di euro di vendite in tutto il mondo.

Le iniezioni di Botox provocano un indebolimento dei muscoli o addirittura la paralisi dei nervi della pelle. Gli effetti durano circa tre o quattro mesi, ma potrebbe provocare anche disturbi collaterali, come mal di testa, stomaco o sintomi tipici dell’influenza. La Food and Drug Administration sta gia’ indagando sui presunti effetti negativi di questa tossina, analizzando nello specifico alcuni casi eclatanti.
(Agi)

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