Autostima fai-da-te: il pensiero positivo fa bene a chi sta bene?


“La risposta non la devi cercare fuori di te, ma dentro di te. E però è sbagliata”. Quelo, l’improbabile guru inventato da Corrado Guzzanti, aveva ragione. Forse aveva già previsto che i corsi di autostima fai-da-te non servono a nulla. Anzi, secondo una ricerca canadese pubblicata su Psychological Science, sarebbero addirittura controproducenti.

Sono sempre di più i libri e i video che pretendono di aumentare l’autostima attraverso la ripetizione di frasi del tipo “io ce la farò” oppure “sono una persona amabile e popolare”. È proprio questo metodo di “auto-convincimento” che sarebbe deleterio, secondo lo studio condotto dalle università canadesi di Waterloo e New Brunswick.

I ricercatori hanno registrato lo stato d’animo di due gruppi (l’uno con alta, l’altro con bassa considerazione di sé) dopo aver pronunciato le “frasi-terapia”. Dai risultati dello studio è emerso che i pensieri positivi avevano sì aumentato l’autostima, ma di chi non ne aveva bisogno, ovvero di chi aveva già una buona opinione di sé. Al contrario, nelle persone con poca autostima, gli slogan positivi avrebbero generato – spiega la psicologa della University of Waterloo Joanne Wood – “pensieri contraddittori che ben presto ricoprono quelli positivi, peggiorando ulteriormente lo stato d’animo”. E, paradossalmente, l’umore di chi era depresso è migliorato ripetendo frasi negative. Diffidare quindi di libri e corsi che promettono magie in pochi minuti: il “penso positivo” è utile, conclude Wood, ma solo se inquadrato in terapie più ampie.

Via Salute24

D’accordo, la cautela è d’obbligo. E nei casi di depressione è preferibile rivolgersi a medici o altri professionisti delle relazioni d’aiuto. In generale, però, il pensiero positivo fa bene, e non c’è necessariamente bisogno di altre terapie.

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Giornalista, editore, smanettona senior, counselor (diplomanda).

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